Description
7-8 novembre alle ore 20:45
L’ALIENAZIONE DEL BENE di Carmine Borrino
con Giancarlo Cosentino, Cinzia Mirabella, Lorenzo Sarcinelli, Chiara Babo regia di Carmine Borrino
Un giovane studente universitario acquista, in nuda proprietà, grazie al sostegno economico della sua famiglia un appartamento abitato da un signore molto anziano, che si fa aiutare da una vicina di casa per le faccende domestiche. I personaggi della commedia ci appaiono come “sospesi”, in attesa di rendere solida e stabile la propria condizione: dovrebbe essere il racconto di un normale passaggio di testimone, in un’ideale staffetta della vita, in cui i giovani prendono il posto occupato dai vecchi che si ritirano. Ma quando l’unico bene materiale dell’anziano pensionato Attilio, la casa di cui è proprietario, diventa merce di scambio tra una prospettiva di metter su famiglia e il tempo che resta da vivere, può rompersi l’equilibrio naturale delle cose: quando si comprende che l’interesse dell’uno andrà a discapito dell’altro, il corto circuito che ne sortisce produrrà una guerra non dichiarata tra l’acquirente e il venditore.
Hanno comprato e venduto sulla fiducia, il giovane confidando nella morte prossima del vecchio e questi nel conservarsi in un buon stato di salute. Al benessere crescente dell’uno finirà per corrispondere il progressivo esaurimento dell’altro. Ma l’epilogo della storia non proclamerà nessun vincitore. Una commedia divertente e amara in cui l’autore accompagna i vari personaggi mettendone a fuoco i punti di vista, gli umori e le aspettative, con la capacità di un ottimo fotografo che ritrae la realtà, lasciando il giudizio allo spettatore.
La casa oltre a confermarsi simbolo di stabilità, diventa specchio di prosperità e salute. Si lotta per godere di una casa in un condominio, ma anche per la propria sopravvivenza.
Tre Quadri scandiscono i passaggi temporali che cambiano le condizioni di vita del protagonista e di conseguenza di chi gli sta accanto e di chi ha stipulato un contratto con lui: cambiamenti che la regia avrà cura di sottolineare attraverso segni ben visibili di uno salto di qualità del tenore di vita per l’anziano, scintillante sia nell’arredo che negli abiti, fino al ribaltamento che chiude la pièce, in solitudine e nell’oscurità della “sua” casa.
Attilio: “La vecchiaia non è una malattia. Come può essere malattia una fase della vita stessa? E allora la gioventù? L’infanzia? Solo perché la vecchiaia confina con la morte? Ma perché?”
13,00 €
7-8 novembre alle ore 20:45